FAQ: Domande frequenti
Che cos'è la PSSD?
Chi riguarda?
Quali sono i sintomi sessuali?
Quali sono i sintomi non sessuali?
Quali sono le modalità di insorgenza?
Come posso sapere se soffro di PSSD?
Cosa può suggerire che non è PSSD?
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RxISK: Sesso, Sospensione e Confini


3 Febbraio 2020, RxISK.org


“Pensi che studiare i monostrati cellulari ti farà capire perché ti innamori di una ragazza?” La citazione è di Rudolf Hess, vincitore del premio Nobel per la medicina nel 1949. I suoi studenti ricordano che ripeteva sempre di non studiare un neurotrasmettitore o persino una cellula senza prima aver pensato alla provenienza e alla funzione di questa piccola componente del nostro corpo.

Il seguente è il primo di due articoli riguardanti la tematica dei confini – si consiglia la lettura in successione di questo articolo e del secondo, intitolato “Porta per l’anima”.


Confini


Il confine è il più essenziale, il più primitivo degli elementi vitali. Segna l’esistenza di un ambiente interno che dev’essere “difeso” da tutto ciò che è esterno. Crea un ordine che può essere “stabilito” in rapporto a un disordine.

I confini hanno creato la vita. Il passo successivo è stato quello della suddivisione dei confini che ha portato alla creazione di diversi individui, dopo di che vi è stato il contatto tra confini per motivi di trasmissione e riproduzione di tutti i segreti custoditi da ogni singolo individuo. Il sesso è sempre stato una questione di confini e riguardava esclusivamente i confini ai tempi in cui ancora non avevamo un cervello.

Ci si può immaginare che i nostri agenti chimici primordiali fossero legati ai confini. I nostri confini sono presidiati da orde di 5-idrossitriptamina.

La 5-idrossitriptamina fu scoperta nell’intestino, dove abbonda, perciò venne originariamente chiamata enterammina.

Le viscere sono nel profondo del nostro corpo, nel luogo apparentemente più lontano dai nostri confini. Ma non è così. L’intestino è un tubo cavo che ci attraversa. Ciò che si trova dentro l’intestino è fuori da noi. Pelle e intestino sono l’uno la continuazione dell’altra e segnano il confine, un confine che in proporzione è più grosso della Grande Muraglia Cinese ed è di gran lunga la parte più grande del nostro corpo, per definizione, dato che ogni altra cosa deve poterci entrare.

Dopo tutta l’attenzione che il macrobioma ha attirato ultimamente, ci si figura l’intestino come popolato da milioni di formichine, tutte più intelligenti dell’uomo medio, che dettano la personalità, il destino, le malattie di ognuno di noi, e molto altro ancora. Ci sarebbero anche un sacco di formiche sulla pelle, che scavano e si insinuano, ma nessuno si rende conto di quanto siano intelligenti questi piccolini e preferiamo non pensarci.

A dire il vero, a essere intelligente è il confine, che sia la pelle o la parete intestinale. È molto più brillante e sveglio di qualunque formica. La diversità della vita sulla Terra si fonda sulle capacità di adattamento dei confini, che danno vita al piumaggio sessuale degli uccelli, alla dura pelle dei coccodrilli che nonostante la durezza è dotata di sensori visivi, agli zoccoli dei cavalli. Il modo diverso in cui si sono plasmati i confini rende possibile la vita sulla terra dal fondo degli oceani fino alle cime delle montagne, dal caldo dei deserti al freddo dei poli. Sono anche il centro della vanità, dai capelli delle donne alle stempiature degli uomini.

La 5-idrotrissiptamina è stata rinvenuta anche nel sangue, in particolare nelle piastrine, da cui il nome di serotonina. Non c’è una sola parte del nostro confine dove non arrivi il sangue in ogni momento. Il cuore è grosso e muscoloso, non perché contiene l’anima, o per portare il sangue al cervello, ma per far arrivare le cellule del sangue alla pelle, dove, tra le altre cose, quando il confine viene punto, le piastrine rilasciano serotonina innescando la restrizione dei vasi sanguigni che blocca la perdita di sangue e il processo di cicatrizzazione che interrompe la fuoriuscita.

Ignorare i confini


Il nostro confine è sempre davanti ai nostri occhi. Adoriamo i confini dei nostri figli o dei nostri amati eppure di questi confini che tocchiamo e vediamo ogni giorno sappiamo meno che del nostro cervello, che nessuno vede o tocca. E nonostante siano davanti ai nostri occhi, o si palesino nei momenti meno opportuni, la nostra conoscenza dei confini non è di molto maggiore rispetto a un secolo fa.

Sempre più spesso, quando qualcuno compila il questionario RxISK sui terribili effetti che gli antidepressivi hanno avuto sulla sua salute, giunto alla domanda su che consiglio darebbe a chi vuole assume questo tipo di farmaci, la risposta si configura così: “Non prendere questi farmaci senza prima avere ben chiaro gli effetti che avranno sul tuo cervello”.

Nel cervello non c’è praticamente serotonina, o 5-idrossitriptamina. Eppure la maggior parte delle persone affette da disfunzioni sessuali post-SSRI (PSSD), o con persistenti sintomi da astinenza, pensano di aver subito danni al cervello.

Nel caso di persone con disfunzioni sessuali persistenti simili a quelli della PSSD, ma causati dalla Finasteride (Sindrome post-Finasteride, PFS) o dall’Isotretinoina (Disfunzioni sessuali post-retinoidi, PRSD), o in presenza della condizione opposta, ossia il disturbo dell’eccitazione sessuale persistente (PGAD), più raramente i soggetti affetti indicano il cervello come responsabile. Chi ha la PFS parla di ormoni. Chi soffre di PRSD si ritrova a vagare in un limbo alla ricerca del colpevole.

Dietro quest’attenzione per cervello e ormoni c’è lo zampino del marketing delle case farmaceutiche, che vogliono far credere a chi ha assunto SSRI che il loro problema risieda nel cervello, e a chi ha assunto finasteride che sia una questione di ormoni.

Non siamo dove pensiamo di essere


La causa principale dei disordini sessuali causati da retinoidi, finasteride e antidepressivi potrebbe risiedere nel cervello o negli ormoni oppure, ovunque essa sia, potrebbe derivare da una reazione a catena che si ripercuote su cervello e ormoni, ma i retinoidi, la finasteride e gli SSRI agiscono anche sui nostri confini.

Nei retinoidi è più evidente, infatti vengono usati per l’acne. Ma agiscono altrettanto comunemente sul tubo digerente, dalle labbra all’ano, causando una grave, catastrofica secchezza.

La finasteride è indicata per stimolare la crescita dei capelli, una parte della pelle.

L’effetto più frequente e più immediato degli SSRI riguarda la sensibilità genitale e i disturbi dell’apparato digerente.

Un gran numero di questionari RxISK riporta effetti sui capelli, come ad esempio la tinta che non tiene o un cambiamento della fibrosità dei capelli durante il trattamento con antidepressivi.

Quarant’anni fa, agli albori della ricerca sui neurotrasmettitori, fece clamore la scoperta che molti peptidi intestinali fossero dei neurotrasmettitori e si trovassero anche nel cervello. Sembrava che gran parte di ciò che si trovava nell’intestino fosse presente anche nel cervello.

I trasmettitori sulla pelle sono ancora relativamente inesplorati rispetto all’intestino. Un libro da non perdere è Touch di David Linden, che non solo è una lettura interessante, ma si concentra anche sulla descrizione dei ben noti, almeno relativamente, recettori sensoriali della pelle, responsabili della percezione del prurito, delle vibrazioni, della temperatura e della pressione.

Ma la pelle ha anche altri sensi. È probabile che la pelle veda, in quanto contiene un trasmettitore chiamato neuropsina che è strettamente legato al pigmento colorato degli occhi, la rodopsina.

È probabile che la pelle senta. In molti preferiscono i concerti dal vivo alla musica per radio o ad altri metodi di ascolto. L’esperienza è più intensa, probabilmente perché le vibrazioni fanno parte dell’esperienza assieme a quello che intendiamo di solito per “sentire”.

È molto probabile che i cheratinociti della pelle reagiscano ai cambiamenti di pressione atmosferica e ad altre variazioni che fanno andare sui “nervi” gli abitanti di quelle località in cui i venti stagionali hanno effetti terribili sulla popolazione.

Pelle e umore


La pelle e l’intestino, i nostri confini, sono responsabili del nostro stato emotivo e dell’umore forse anche più del cervello.

C’è un nucleo nel cervello, il locus coeruleus, il “punto blu”, che è pieno di catecolamine, gli ormoni dell’attacco, della fuga o dell’immobilità. È un elemento vitale. Gli oppiacei addormentano il locus coeruleus e la sua resistenza a questo stato è ciò che causa la dipendenza da oppiacei e i sintomi da astinenza.

Il suo compito è quello di stare all’erta. Si potrebbe pensare che l’evoluzione abbia provveduto a fornire ai nostri antenati un mezzo per stare in guardia contro i tanti animali della savana o della giungla da cui altrimenti sarebbero stati sopraffatti. Ma non è così. Fino al 90% dei segnali che giungono al locus coeruleus proviene dalla vescica (un altro confine), dall’intestino e dalla pelle – i nostri confini – e solo il 10% è dedicato all’ambiente circostante.

In altre parole, il cervello è progettato per monitorare i confini.

Appiattimento emotivo


Sono molte le persone affette da PSSD, PFS e PRSD che ritengono alquanto stravagante e visionaria quest’attenzione di RxISK per l’insensibilità genitale come elemento cardine di questi problemi. In molti, soprattutto chi assume SSRI, considerano l’assenza di emozioni più atroce ancora e si chiedono perché non la includiamo nella definizione di PSSD.

Vi sono diverse risposte. La prima è che l’insensibilità genitale è un fenomeno che i ricercatori possono valutare con maggiore facilità. Soprattutto se si pensa che la lidocaina provoca praticamente la stessa insensibilità genitale. Stabilire il meccanismo che sta alla base di quest’insensibilità sembra molto più semplice che definire le cause dell’appiattimento emotivo. Ma soprattutto ci si concentra sull’insensibilità genitale nella speranza che comprendendo le dinamiche alla base dell’insensibilità genitale si possa risalire alle cause dell’appiattimento emotivo.

Non c’è dubbio che gli SSRI possano causare uno sconvolgente appiattimento emotivo e che in molti casi questo aspetto sia ben più grave dell’insensibilità genitale.

Ma da dove viene questa assenza di emozioni? Dal cervello? E perché non dalla pelle o dall’intestino? Il tempo che intercorre tra l’assunzione della prima dose di SSRI e l’insorgenza di insensibilità genitale è troppo poco per poter essere un effetto cerebrale e lo stesso effetto può essere prodotto da uno sfregamento cutaneo. L’insensibilità genitale persistente e significativa e le parallele alterazioni della funzionalità sessuale possono a loro volta causare la riduzione del desiderio, che si manifesta settimane o mesi dopo le prime percezioni di insensibilità genitale.

Allo stesso modo, l’appiattimento emotivo e la depersonalizzazione legati agli SSRI potrebbero derivare da più ampi effetti a livello della pelle. Potrebbe trattarsi di un’insensibilità sensoriale.

Quali sarebbero questi effetti più ampi? Tutti gli SSRI e la maggior parte dei farmaci che inibiscono la ricaptazione di serotonina derivano dagli antistaminici e hanno effetti antistaminici. Come sanno bene gli allergici, questi agiscono sulla pelle di tutto il corpo.

Quando si assume un antistaminico per il prurito o per reazioni cutanee allergiche, nessuno pensa che questo agisca sul cervello.

Gli stessi antistaminici possono causare acatisia (agitazione), tendenze suicide, disfunzioni sessuali e gran parte dei problemi che associamo agli antidepressivi SSRI. Il marketing ci porta a distogliere l’attenzione dalla pelle per concentrarla sul cervello.

E il cervello che ruolo ha? A quanto pare, un ruolo molto marginale, cioè quello di interpretare le minacce che vengono segnalate da qualche zona del confine. Probabilmente l’anima non risiede nel cervello, ma nel confine.

Acatisia


L’acatisia è una delle condizioni peggiori che un farmaco possa indurre. Può portare al suicidio, all’omicidio e a un intenso stato di iperattività. Ma nessuno sa cosa sia o come si sviluppi. Non c’è un “centro dell’acatisia” nel cervello.

Che dire invece di pelle, intestino e vescica? Potrebbe essere un problema di confini? Diverse descrizioni di questa condizione raccapricciante parlano di un indescrivibile prurito interiore che dà adito a un turbinio di pensieri sconnessi e a sconvolgimenti emotivi. Il che combacia perfettamente con l’idea di un cervello che cerca di dare un senso alla valanga di informazioni insolite e alterate che gli giungono.

Farmaci cutanei come Otezla, Siliq, Taltz e altri, assieme all’isoretinoina, sono tra i medicinali che hanno maggiori probabilità di indurre acatisia e portare al suicidio.

Esplorare i confini


Con questa concezione, la PSSD, la PRSD, la PFS e la PGAD sarebbero da considerare disturbi sensoriali periferici.

I sintomi da astinenza da inibitori della ricaptazione della serotonina potrebbero rappresentare il più comune dei problemi di confine, ossia la sindrome della disfunzione sensoriale periferica.

Chi non riesce ad interrompere il trattamento con SSRI incolpa il cervello, perché è lì che si trova la componente principale della dipendenza da oppioidi. Ma forse bisognerebbe concentrarsi di più sulla pelle, sull’intestino e sulla vescica, che è dove si manifestano i sintomi.

Come riporta una frase attribuita a Willie Sutton, guarda la pelle – lì ci sono i sintomi.

Assumere o interrompere gli SSRI causa problemi cognitivi reali, ma ciò non significa che il problema risieda nel cervello. I test delle funzioni cerebrali non mostrano mai problemi cognitivi nel cervello. Ma se il sistema periferico non funziona bene, anche un cervello normale funzionerà in modo anomalo.

Anche se non siete d’accordo con la teoria che la PSSD, la PGAD, la PFS o la PRSD, la dipendenza o la sindrome d’astinenza da antidepressivi siano in qualche modo legate ai confini, sarebbe bello se qualcuno, leggendo quest’articolo, potesse cominciare a pensare ai confini, senza preoccuparsi troppo dell’ortodossia delle neuroscienze attuali. La mancanza di conoscenze di base in questo campo potrebbe persino facilitare lo sviluppo delle idee di cui abbiamo bisogno in questo momento.

È necessario avere descrizioni precise degli effetti sensoriali riscontrati. Siamo così poco avvezzi a ragionare in questo senso che quasi ci mancano le parole per descrivere.

Nell’articolo correlato, “Porta per l’anima”, vi chiediamo di migliorare le domande che poniamo di solito o di inviarci suggerimenti o pensieri che possano indirizzarci verso la formulazione di nuove domande.


Si ringrazia per questa traduzione: CB

Fonte: https://rxisk.org/sex-withdrawal-and-boundaries/