FAQ: Domande frequenti
Che cos'è la PSSD?
Chi riguarda?
Quali sono i sintomi sessuali?
Quali sono i sintomi non sessuali?
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Come posso sapere se soffro di PSSD?
Cosa può suggerire che non è PSSD?
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Letters to the Editor: Post-SSRI Sexual Dysfunction: Challenges and Treatment Approaches. 2026

Innov Clin Neurosci. 2026;23(1–3):5–9.

Lettere alla redazione: Disfunzioni sessuali post-SSRI: sfide e approcci terapeutici

Caro direttore,

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) costituiscono da tempo un pilastro nel trattamento dei disturbi dell’umore, in particolare della depressione e dell’ansia. Fin dalla loro introduzione alla fine degli anni ’80, gli SSRI hanno rivoluzionato l’assistenza psichiatrica offrendo un’alternativa più sicura alle classi precedenti di antidepressivi, con minori effetti collaterali. Tuttavia, nonostante il loro uso diffuso e la comprovata efficacia, gli SSRI non sono privi di inconvenienti, uno dei quali è la disfunzione sessuale, sia durante il trattamento che dopo la sospensione.1 Questa disfunzione sessuale persistente, che può protrarsi a lungo dopo l'interruzione del farmaco, viene sempre più riconosciuta come una componente significativa e angosciante della disfunzione sessuale post-SSRI (PSSD).

La PSSD si riferisce a un insieme di sintomi che alcune persone manifestano in seguito alla sospensione o alla riduzione del dosaggio dei farmaci SSRI. La sindrome comprende tipicamente una serie di disturbi fisici, emotivi e cognitivi, quali annebbiamento mentale, affaticamento, insonnia, vertigini, ansia e disturbi sensoriali e cognitivi. Sebbene questi sintomi siano ben documentati, la disfunzione sessuale rimane uno degli aspetti più impegnativi e persistenti della PSSD.1,2 Anche dopo l'interruzione del trattamento con SSRI, molte persone riferiscono di continuare ad avere difficoltà sessuali, come diminuzione della libido, disfunzione erettile e difficoltà a raggiungere l'orgasmo. 

Per queste persone, gli effetti collaterali sessuali persistenti rappresentano un grave deterioramento della qualità della vita e possono causare un notevole disagio emotivo, problemi relazionali e riluttanza a ricorrere a ulteriori trattamenti. La disfunzione sessuale durante il trattamento con SSRI è un effetto avverso ben noto, che colpisce una percentuale significativa di pazienti. Questi disturbi si manifestano tipicamente sotto forma di calo della libido, anorgasmia, eiaculazione ritardata o disfunzione erettile. Sebbene ci si aspetti che questi effetti avversi si risolvano con la sospensione del farmaco, i pazienti con PSSD spesso riferiscono difficoltà sessuali persistenti anche molto tempo dopo aver interrotto il regime terapeutico con SSRI. Questa disfunzione persistente può includere una riduzione del desiderio sessuale, problemi erettili persistenti o difficoltà a raggiungere l'orgasmo, tutti fattori che possono avere un impatto profondo sulle relazioni personali e sul benessere emotivo.3

I meccanismi alla base della PSSD rimangono poco chiari, ma i ricercatori ipotizzano che siano collegati a cambiamenti a lungo termine nel sistema serotoninergico del cervello. Gli SSRI agiscono aumentando i livelli di serotonina nel cervello, il che si ritiene migliori l'umore e allevii i sintomi della depressione e dell'ansia. Tuttavia, la serotonina svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del comportamento sessuale e un'esposizione prolungata a livelli elevati di serotonina può interferire con la funzione sessuale. Man mano che il cervello si adatta ai livelli elevati di serotonina durante il trattamento con SSRI, può diminuire la sensibilità o il numero dei recettori della serotonina. 

Quando si interrompe l’assunzione del farmaco, il cervello può avere difficoltà a tornare allo stato pre-trattamento, causando una disfunzione sessuale persistente.3

Questo squilibrio nel sistema serotoninergico, in particolare l’alterazione della sensibilità dei recettori della serotonina, potrebbe essere un fattore determinante nella persistenza della disfunzione sessuale in questa sindrome cronica e invalidante. Sebbene la serotonina sia essenziale per la regolazione dell'eccitazione e della soddisfazione sessuale, lo squilibrio nel rapporto dopamina/serotonina nel cervello causato dalla sospensione degli SSRI potrebbe determinare un deficit sessuale persistente.1–3 Inoltre, questa disfunzione può essere esacerbata dagli effetti psicologici della PSSD, poiché i pazienti possono manifestare ansia, depressione e frustrazione, che a loro volta incidono ulteriormente sul desiderio e sulle prestazioni sessuali.

Attualmente non esiste un protocollo terapeutico standard specifico per la PSSD e i pazienti spesso devono affrontare una mancanza di comprensione da parte degli operatori sanitari. Poiché la PSSD non è universalmente riconosciuta come una diagnosi medica formale, molti medici non sanno bene come affrontare il trattamento.4,5 Inoltre, la disfunzione sessuale è spesso un effetto collaterale trascurato e sottostimato della sospensione degli SSRI, lasciando molti pazienti con un senso di isolamento e nell’incertezza su dove rivolgersi per chiedere aiuto.

Il trattamento della PSSD presenta sfide significative a causa della natura eterogenea della condizione. La gravità e la durata degli effetti collaterali sessuali variano ampiamente da individuo a individuo e non esiste una soluzione universalmente efficace.3–5 Alcuni pazienti possono notare un graduale miglioramento della funzione sessuale nel corso del tempo, mentre altri riferiscono problemi persistenti che non si risolvono dopo mesi o addirittura anni. In assenza di linee guida terapeutiche consolidate, le strategie di gestione spesso prevedono una combinazione di approcci, tra cui trattamenti farmacologici, terapia e cambiamenti nello stile di vita.6

Per alcuni individui, il passaggio a una diversa classe di antidepressivi (ad es. vortioxetina, bupropione o desvenlafaxina) o l’uso di farmaci aggiuntivi, come il bupropione e la mirtazapina, che presentano una minore incidenza di effetti collaterali sessuali, può aiutare ad alleviare la disfunzione sessuale. Altri pazienti possono trarre beneficio da farmaci specificamente progettati per affrontare la disfunzione sessuale, come il sildenafil o il tadalafil, che possono aiutare con i problemi di erezione. Tuttavia, questi trattamenti non sono sempre efficaci per tutti i pazienti e gli effetti avversi potrebbero non risolvere completamente le difficoltà sessuali.5,6 In particolare, gran parte della letteratura esistente sulla gestione farmacologica della disfunzione sessuale iatrogena si è concentrata prevalentemente sui pazienti maschi, in particolare in relazione alla disfunzione erettile.

Anche la psicoterapia, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, può svolgere un ruolo fondamentale nella gestione della PSSD. La terapia può aiutare le persone ad affrontare gli aspetti emotivi e psicologici della disfunzione sessuale, compresa l'ansia o la depressione che possono esacerbare il problema. Inoltre, la terapia di coppia può rivelarsi utile per i partner che vivono tensioni relazionali dovute a difficoltà sessuali, fornendo un ambiente favorevole in cui discutere e affrontare il problema.

Guardando al futuro, il trattamento della PSSD è destinato a migliorare man mano che la ricerca su questa condizione prosegue. Sebbene rimangano ancora molti aspetti da chiarire, diverse aree di studio promettenti potrebbero portare a terapie più efficaci. Una potenziale strada per il trattamento futuro è lo sviluppo di farmaci che agiscano su specifici recettori o vie della serotonina per riequilibrare la segnalazione serotoninergica. Queste terapie potrebbero offrire un approccio più personalizzato al trattamento, riducendo potenzialmente gli effetti collaterali sessuali associati agli SSRI e migliorando i risultati per chi soffre di PSSD. Inoltre, le ricerche emergenti sulla neuroplasticità suggeriscono che tecniche come la stimolazione magnetica transcranica e la vibrazione muscolare focale6 potrebbero offrire nuovi modi per stimolare cambiamenti nella funzione cerebrale e ripristinare l'equilibrio dei neurotrasmettitori. Queste terapie, già oggetto di studio per altre condizioni neuropsichiatriche, potrebbero rivelarsi promettenti per alleviare la disfunzione sessuale persistente osservata nella PSSD.

La medicina personalizzata, guidata dai dati genetici e dai biomarcatori, potrebbe inoltre fornire un approccio più mirato al trattamento della disfunzione sessuale nei soggetti affetti da PSSD. Comprendendo in che modo il corredo genetico unico di ciascun paziente influenzi la sua risposta agli SSRI e ad altri farmaci, gli operatori sanitari potrebbero essere in grado di sviluppare strategie terapeutiche più precise, riducendo al minimo gli effetti collaterali di natura sessuale e gestendo al contempo in modo efficace i disturbi dell’umore.7

La sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul PSSD è fondamentale per migliorare gli esiti clinici delle persone affette. Man mano che un numero crescente di pazienti e professionisti sanitari riconoscerà la realtà del PSSD e il suo impatto sulla salute sessuale, potrebbe aumentare la richiesta di finanziamenti per la ricerca, di criteri diagnostici più accurati e di opzioni terapeutiche più efficaci.

La PSSD rappresenta una conseguenza significativa e spesso sottovalutata dell'uso e della sospensione degli SSRI. Sebbene gli SSRI rimangano una pietra miliare nel trattamento dei disturbi dell'umore, i persistenti effetti collaterali sessuali legati alla PSSD rappresentano una sfida considerevole sia per i pazienti che per gli operatori sanitari. La ricerca in corso sui meccanismi della PSSD e sulla sua gestione è promettente per futuri trattamenti che potrebbero alleviare il peso di questa condizione debilitante. Nel frattempo, è fondamentale che i pazienti si facciano portavoce della propria salute, mentre la comunità medica deve intensificare gli sforzi di ricerca per approfondire la nostra comprensione e sviluppare soluzioni più efficaci per la PSSD.

Cordiali saluti,

Rocco Salvatore Calabrò, MD, PhD

Il dott. Calabrò lavora presso l’Unità di Neuroriabilitazione dell’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino-Pulego” di Messina, Italia.


Fonte: https://innovationscns.com/letters-to-the-editor-post-ssri-sexual-dysfunction-challenges-and-treatment-approaches/